La Fabbrica del Nulla

L'Accademia della Chitarra è lieta di ospitare e proporre ai propri soci una prova generale aperta de:

LA FABBRICA DEL NULLA - Azione di musica strumentale
PROVA GENERALE APERTA AL PUBBLICO - INGRESSO LIBERO
Domenica 7 Aprile, ore 18

Massimo Buffetti
, piano e composizione
Stefano Agostini, flauti
Carlo Failli, clarinetti
Luca Guidi, chitarre

 

Musica, immagini, suono elettronico, elementi di teatro musicale. Nuove date Europee per l’ensemble di ‘La fabbrica del nulla’, azione di musica strumentale per immagini, che suonerà in Germania e Danimarca. Formatosi in scia alla recente pubblicazione del CD omonimo, Spring Art Development, RAI TRADE Edizioni Musicali, il gruppo prosegue il lavoro in progress iniziato nel 2011 con il debutto al Teatro Puccini di Firenze e portato avanti con risultati incoraggianti nel 2012.I quattro musicisti presenti sul palco, alle prese con strumenti provenienti dall’area classica, alla ricerca di diverse sonorità mediante l’impiego di suoni etnici, elettronici ed elettrici, variano con spunti improvvisativi gli originali brani strutturati tratti dal CD, scelti come copione dello spettacolo. Tra questi, numerosi quelli utilizzati in trasmissioni televisive - La storia siamo noi, Geo & Geo, Uno mattina, ecc., e produzioni della RAI, film, trailer, documentari, alcuni dei quali presentati durante le scorse edizioni del Festival Cinema e Biennale Architettura di Venezia.

 

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"… Si tenta così attraverso la musica di rivalutare il significato e l’importanza del luogo deputato del ‘fare’, 
partendo dalla volontà di ri-costruire attraverso la ricerca di sonorità, e attraverso i propri strumenti di lavoro, 
[….] L’accostamento con il nulla poi sembra ardito, ma tutto quello che è attinente al vuoto, alla mancanza, contiene anche, per antitesi, il significato della realizzazione. […]”
Riccardo Santangelo, Amadeus, Novembre 2011.

".....Il "nulla" [...] mi sembra per l' appunto un' idea di "spazio universale" in cui l' armonia e la disarmonia
tendono a perdere il loro aspetto tradizionale (e qui per tradizionale possiamo tranquillamente includere il jazz e la dodecafonia, il minimalismo e il bizantinismo di un Arvo Part) per fondersi effettivamente in una ipotesi di linguaggio non tanto multimediale quanto "integrato". La visione e l'ascolto sono due termini che sono sempre andati insieme ma qui la riproposta [...] mi sembra veramente nuova e 'costruttiva' per ispirarci al senso profondo dell' idea della fabbrica."
Claudio Strinati, Critico d’arte, Febbraio 2012